L’educazione non formale in azione: tra innovazione e tradizione

Nel luglio 2025, il progetto BRICKS si è recato a Tbilisi, in Georgia, per la sua seconda visita di studio: un’immersione di tre giorni nelle realtà, nelle sfide e nelle opportunità dell’educazione informale sui mestieri artigianali.

Basandosi sulle fondamenta gettate durante la prima sessione a Danzica, in Polonia, la visita in Georgia ha segnato un passo avanti significativo: passare dall’identificazione delle preoccupazioni comuni alla co-elaborazione di soluzioni concrete e attuabili in grado di sostenere un cambiamento sistemico in tutta Europa.

L’incontro ha riunito un gruppo eterogeneo di artigiani, educatori, ricercatori, istituzioni culturali e decisori politici provenienti da diversi paesi. Insieme, hanno esplorato come l’educazione non formale nell’artigianato – spesso profondamente radicata nelle comunità, trasmessa di generazione in generazione e adattata alle realtà locali – possa diventare più visibile, meglio sostenuta e più ampiamente riconosciuta.

Invece di imporre modelli dall’alto, l’attenzione si è concentrata sull’ascolto delle esperienze vissute, sull’analisi dei quadri di certificazione nazionali ed europei e sulla costruzione collaborativa di strategie future che riflettano i bisogni reali dei praticanti.

Giorno 1 : Condivisione di pratiche e sistemi

La prima giornata ha aperto i lavori con presentazioni da parte dei partecipanti e dei partner, ognuno dei quali ha presentato un’iniziativa nazionale o locale. I partecipanti georgiani hanno introdotto progetti come:
✔️ La Georgian Heritage Crafts Association, che promuove i mestieri artigianali a rischio e il coinvolgimento dei giovani
✔️ La Galleria educativa dei mestieri artigianali di Gori, che offre corsi gratuiti a bambini e donne disoccupate
✔️ Kettari Academy, che propone corsi brevi e orientati al mercato su batik e ceramica

Altri partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze dall’Italia, dalla Polonia e dal Belgio, concentrandosi sull’educazione attraverso la pratica, sull’identità culturale e su come l’apprendimento informale possa comunque sostenere lo sviluppo professionale. È emerso un tema centrale: gli artigiani sono spesso educatori, ma raramente riconosciuti come tali.

Questo ha portato a un approfondimento sui sistemi di certificazione, in cui il gruppo BRICKS ha esplorato diversi modelli:

🟢 Il sistema Qualiopi in Francia – Una certificazione di qualità flessibile che consente agli artigiani di offrire corsi finanziati e riconosciuti, anche senza diplomi formali di insegnamento. Colma il divario tra l’apprendimento dal basso e la validazione istituzionale, rendendo l’insegnamento in laboratorio più credibile e accessibile.

🟢 Il sistema IFAPME in Belgio – Un modello di formazione duale che collega i laboratori guidati dagli artigiani con i centri formali, consentendo agli adulti di formarsi direttamente con i maestri. Pur essendo ricco di pratica, presenta limiti nella retribuzione dei formatori e nel riconoscimento dei mestieri rari.

🟢 Micro-credential e badge digitali (a livello UE) – Strumenti flessibili per convalidare piccole unità di apprendimento, esperienze in laboratorio o anche competenze trasversali. Particolarmente rilevanti nel panorama frammentato dell’educazione artigianale, questi strumenti digitali mostrano un grande potenziale per rendere visibile e trasferibile l’apprendimento permanente in diversi contesti.

Ogni sistema ha mostrato come l’educazione non formale possa essere strutturata, finanziata e validata, quando sostenuta da coordinamento politico, garanzia della qualità e percorsi inclusivi. Hanno inoltre rivelato un’ambizione condivisa in tutta Europa: riconoscere la trasmissione artigianale come una forma legittima di educazione — non secondaria alla scuola formale, ma complementare ed essenziale.

Giorno 2 : Visite sul campo, artigianato nel suo contesto

Il secondo giorno ha dato vita all’apprendimento attraverso visite sul campo in tutta Tbilisi. I partecipanti hanno incontrato quattro esempi stimolanti di educazione non formale in azione.

Estia & Potteria Studios

Laboratori di ceramica che uniscono arte, educazione e inclusione sociale, in particolare per le donne. I laboratori supportano sia hobbisti sia apprendisti a lungo termine, mostrando come le dimensioni terapeutiche ed economiche dell’artigianato possano coesistere.

Kasta Company

Un’iniziativa privata che offre formazione gratuita in lavorazione del legno, del vetro e in scultura della pietra, direttamente collegata al proprio modello di business. Gli apprendisti spesso passano a impieghi retribuiti, illustrando come l’apprendimento artigianale possa collegarsi alle economie locali.

Museo etnografico all’aperto di Tbilisi

Sede di una Scuola Estiva dei Mestieri, il museo unisce patrimonio culturale ed educazione, accogliendo ogni anno centinaia di apprendisti. Rappresenta un modello unico di apprendimento non formale istituzionale.

ICOMOS Georgia

Concentrato sulle tecniche tradizionali di costruzione e sul restauro, l’ICOMOS organizza formazioni pratiche all’interno di progetti urbani di conservazione del patrimonio. Gli apprendisti — spesso provenienti da gruppi vulnerabili — acquisiscono esperienza diretta nella conservazione.

Giorno 3 : Co-creazione, strategia e visione condivisa

L’ultima giornata della visita di studio ha riunito i partecipanti in una serie di sessioni di lavoro dedicate a trasformare le sfide osservate durante il percorso BRICKS in soluzioni pratiche e scalabili. Guidato da bacheche tematiche su Miro, il gruppo ha affrontato tre pilastri strategici che plasmano il futuro dell’educazione non formale nell’artigianato: il finanziamento, il riconoscimento e il coinvolgimento dei nuovi apprendenti.

Gli artigiani sono spesso mentori competenti, ma il loro ruolo di educatori è raramente riconosciuto — né a livello istituzionale né finanziario. Il gruppo ha esplorato come l’apprendimento non formale possa diventare più visibile, professionale e trasferibile.

Le proposte chiave includono:
✔️ Utilizzo di micro-certificazioni e badge digitali per convalidare sia l’insegnamento che l’apprendimento
✔️ Creazione di enti certificati o intermediari per sostenere gli artigiani nei processi di riconoscimento
✔️ Formazione pedagogica sovvenzionata e pratica per aiutare gli artigiani a diventare formatori qualificati e autorevoli
✔️ Riconoscimento di musei e istituzioni culturali come spazi legittimi di apprendimento artigianale
✔️ Adattamento di sistemi nazionali come Maestro Artigiano (Italia) o Maître Artisan (Belgio) a un uso più ampio a livello europeo
✔️ Sviluppo di registri nazionali dei mestieri artigianali a rischio e dei formatori qualificati

“Se vogliamo proteggere l’artigianato, dobbiamo proteggere chi lo insegna.”

Che si tratti di giovani o di adulti in cerca di senso e di nuove competenze, l’educazione artigianale non formale può rappresentare un percorso potente — ma solo se è visibile, valorizzata e accessibile.

Le strategie discusse includono:
✔️ Portare l’artigianato nelle scuole, attraverso partnership, laboratori e progetti multidisciplinari
✔️ Storytelling tramite podcast, social media e film per aumentare la visibilità e sfidare gli stereotipi.
✔️ Notti bianche dell’artigianato e la riscoperta di eventi per creare connessioni emotive tra pubblico e le tecniche tradizionali
✔️ Promozione dell‘artigianato come una carriera credibile per gli adulti e per chi vuole cambiare mestiere
✔️ La creazione di collaborazioni multisettoriali con il mondo del design, della moda e dell’architettura per modernizzare le percezioni sui lavori artigianali
✔️ Organizzare premi, esibizioni e festival che celebrino i maestri artigiani e i talenti emergenti

I partecipanti hanno inoltre sottolineato l’importanza di mostrare che l’artigianato non è solo patrimonio: è un modo vivo ed evolutivo di imparare, connettersi e lavorare.

I partecipanti hanno ampiamente concordato sul fatto che l’attuale panorama dei finanziamenti per l’educazione artigianale non formale sia frammentato, a breve termine e inaccessibile per molte iniziative di base. Le proposte si sono concentrate sulla sostenibilità a lungo termine, sulla riduzione delle barriere e sul riconoscimento del valore economico dell’educazione artigianale.

Le idee chiave includono:
✔️ Collaborazioni pubblico-private che coinvolgono fondazioni, banche e aziende
✔️ Incentivi fiscali per le aziende che investono in formazione artigianale
✔️ integrare la formazione e la produzione in modo che gli artigiani possano guadagnare nel processo
✔️Semplificare le procedure di candidatura, specialmente per le organizzazioni rurali
✔️Supporto ai i network di artigiani per la condivisione di risorse e conoscenze sulla raccolta fondi
✔️Migliori partnership con le istituzioni pubbliche (e.g. Enterprise Georgia, Skills Agency)
✔️ Una cordinazione europea più efficace e contitinuativa tra diversi progetti

Un tema ricorrente: l’educazione artigianale non deve basarsi soltanto sulla passione; ha bisogno di un sostegno strutturato e prevedibile.