Educazione non formale al centro: dal patrimonio all’innovazione
Nel settembre 2025, il progetto BRICKS ha organizzato la sua terza e ultima visita di studio a Firenze e Montelupo Fiorentino, Italia. Nel corso di tre giorni, partner, educatori e artigiani hanno esplorato come l’educazione non formale possa sostenere la trasmissione del sapere artigianale, collegandosi al tempo stesso a innovazione, certificazione e policy attive.
Questa visita ha rappresentato una svolta per il progetto: dal confronto condiviso verso la definizione di raccomandazioni finali e scenari futuri per l’educazione artigianale non formale in tutta Europa. Ha inoltre aperto la conversazione al grande pubblico durante uno degli eventi artigianali più prestigiosi d’Italia, Artigianato e Palazzo.
Giorno 1: Immersione a Montelupo, la ceramica tra passato e futuro






La visita si è aperta a Montelupo Fiorentino, città con secoli di tradizione ceramica. I partecipanti hanno visitato tre luoghi emblematici:
✔️ Museo della Ceramica: ha illustrato l’influenza globale della città dal Rinascimento a oggi, con reperti archeologici che mostrano l’evoluzione di tecniche e motivi attraverso i secoli
✔️ Scuola di Ceramica di Montelupo: un modello che combina formazione formale e non formale. Le sue certificazioni modulari integrano artigianato e imprenditorialità, sperimentando anche con modellazione digitale e stampa 3D.
✔️ Archivio e Centro Sperimentale Bitossi: documenta un secolo di design della ceramica italiana, collegando tradizione e collaborazioni artistiche contemporanee.
Montelupo ha dimostrato come l’educazione basata sul territorio possa unire patrimonio e modernità. Scuole e archivi mostrano come maestri in pensione, designer e nuove tecnologie possano collaborare per costruire ecosistemi di apprendimento resilienti e inclusivi.
Giorno 2: Sessione di lavoro, pratiche di condivisione e sfide
Il secondo giorno della visita, ospitato da ARTEX, ha spostato l’attenzione dall’immersione sul campo alla riflessione e allo scambio collettivo. Partner e ospiti da Italia, Belgio, Georgia e Polonia hanno presentato i loro contesti nazionali, condiviso esperienze personali e discusso come l’educazione artigianale non formale possa essere strutturata, riconosciuta e sostenuta in Europa.
✔️ Noé Morin (TRA – La Table Ronde de l’Architecture) ha presentato le scuole estive di Bruges e Alsazia, dove architetti e studenti riscoprono tecniche costruttive vernacolari come il legno e le malte a calce. Questi programmi pratici collocano l’artigianato al centro della formazione architettonica.
✔️ Théo Michel, ceramista ed educatore, ha raccontato la creazione del primo programma professionale di ceramica a Bruxelles. Pur essendo finanziato privatamente, ha già permesso a diversi studenti di aprire i propri studi, dimostrando che l’educazione non formale può generare percorsi professionali sostenibili.
✔️ Stefano Parrini, maestro pellettiere toscano, ha riflettuto su quarant’anni di esperienza come artigiano e formatore. Ha sottolineato il rischio di perdere conoscenze immateriali se gli artigiani non vengono sostenuti anche come educatori, chiedendo un maggiore riconoscimento del quadro normativo del Maestro Artigiano, che certifica i maestri come formatori ufficiali.
✔️ Simone Palazzo (MadameFLO Academy) ha presentato il suo approccio unico all’insegnamento della sartoria storica. L’accademia combina tutoraggio individuale e corsi in piccoli gruppi, unendo saperi tessili tradizionali e opportunità di formazione professionale.
✔️ Alexander Samsonov, sarto e designer, ha mostrato come la pratica artigianale contemporanea possa colmare il divario tra eccellenza tradizionale e mercati moderni, offrendo modelli di innovazione radicati nella tradizione.
✔️ Kettari Academy , rappresentata da Teo Jakeli, ha presentato corsi flessibili e pratici di ceramica e batik che uniscono competenze artigianali e conoscenze imprenditoriali, rafforzando l’indipendenza delle donne e dei gruppi vulnerabili.
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ICOMOS Georgia
, con Nato Tsintsabadze, ha evidenziato come la formazione non formale nel restauro del patrimonio (malte in terra, conservazione del legno, strutture storiche) possa preservare conoscenze locali allineandole agli standard internazionali di conservazione
✔️ Museo Nazionale di Danzica e l’Associazione degli Artisti Popolari (STL) hanno illustrato un ecosistema solido in cui musei, associazioni e artigiani collaborano per mantenere vive tradizioni come il ricamo e la ceramica della Casciubia.
✔️ Monika Wieczorkowska ed Elżbieta Żuławska hanno condiviso i loro percorsi personali nella ceramica e nel ricamo, mostrando come l’apprendimento non formale, integrato nelle reti comunitarie, porti sia al riconoscimento professionale e culturale.
La giornata si è conclusa con un esercizio collettivo su Miro board, che ha invitato i partecipanti a progettare la bozza di un futuro programma europeo di educazione artigianale non formale. Le discussioni hanno rivelato bisogni comuni: maggiore visibilità e riconoscimento dei mestieri, sostegno alla formazione dei maestri artigiani, sistemi di certificazione transnazionali e spazi sostenibili dove l’apprendimento possa prosperare.
Giorno 3: Coinvolgimento del pubblico e visibilità europea
Il terzo e ultimo giorno ha segnato un passaggio decisivo: dallo scambio interno tra partner al dialogo pubblico con istituzioni, decisori politici e comunità artigianale.
La mattina è iniziata con una riunione interna di coordinamento, per poi entrare nel vivo di Artigianato e Palazzo , dove i partner di BRICKS hanno rivisto le lezioni apprese durante le tre visite di studio (Polonia, Georgia e Italia).
Insieme hanno delineato i prossimi passi verso le raccomandazioni politiche finali del progetto, tra cui: rafforzare i sistemi di riconoscimento, sostenere i maestri artigiani come educatori e promuovere certificazioni oltreconfine.
La visibilità del progetto è stata ulteriormente rafforzata durante la cerimonia di apertura della fiera, quando Elisa Guidi (ARTEX) ha presentato ufficialmente BRICKS insieme a rappresentanti istituzionali come il sindaco di Firenze, i membri della famiglia Corsini e il presidente della Camera di Commercio di Firenze. Il loro riconoscimento ha sottolineato l’importanza crescente dell’educazione non formale nelle politiche culturali e nello sviluppo locale.






I partner hanno organizzato una conferenza dedicata, “Il Progetto BRICKS e l’Educazione Non Formale per i Mestieri d’Arte”, moderata da Elisa Guidi (ARTEX), con interventi di Madina Benvenuti (Mad’in Europe), Alessandro Colombo ed Elena Baistrocchi.
Puoi guardare l’intera conferenza qui .
Il panel ha esplorato come l’educazione non formale nell’artigianato supporti la trasmissione dei saperi, incoraggi l’innovazione e crei percorsi di carriera sostenibili per le nuove generazioni di artigiani. Sono state condivise riflessioni dalle tre visite di studio, offrendo al pubblico esempi concreti da Italia, Georgia e Polonia.
Oltre al programma ufficiale, i partner hanno dialogato direttamente con gli artigiani presenti in fiera. Molti di loro già agivano come educatori informali, insegnando ad apprendisti o guidando giovani creativi. Le conversazioni hanno evidenziato opportunità e ostacoli: sebbene molti artigiani siano desiderosi di trasmettere le proprie competenze, spesso mancano di riconoscimento istituzionale, sostegno economico o formazione pedagogica. Questi scambi hanno arricchito la comprensione del progetto sulle realtà concrete della trasmissione artigianale.
Entrando nello spazio di grande visibilità di Artigianato e Palazzo, BRICKS è andato oltre il suo consorzio, posizionandosi al centro di un dialogo europeo più ampio. La visita italiana non ha solo chiuso un ciclo di lavoro sul campo, ma ha anche posto le basi per trasformare gli apprendimenti in proposte politiche concrete, assicurando che l’educazione artigianale non formale venga riconosciuta come motore vitale di continuità culturale, innovazione e futuri sostenibili.